Tutto sullo sviluppo sostenibile

Redazione 9 gennaio 2014 1
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Tutto sullo sviluppo sostenibile

Di: Laurence Tubiana

8 gennaio 2014

Le sfide sociali che deve affrontare il pianeta sono state seriamente sottostimate: 1,2 miliardi di persone vivono ancora con meno di 1,25 dollari al giorno e circa 5,1 miliardi – tre quarti della popolazione mondiale non sono adeguatamente coperti da un sistema previdenziale. Quindi un grandissimo numero di persone restano non protette rispetto a nuove prove globali, con profonde ripercussioni locali e nazionali. Il fatto che continui a esserci un numero così grande di persone escluse rappresenta un’enorme perdita di potenziale umano ed economico, e assume particolare importanza in paesi con uno scarso livello di copertura sanitaria, su uno sfondo di popolazioni che stanno invecchiando.

Una porzione considerevole dei poveri del mondo hanno scarso o nessun accesso al servizio sanitario a causa di una inequivocabile  mancanza di denaro e quindi non si tratta soltanto di incrementare la disponibilità dei servizi, ma di aumentare anche la loro convenienza. Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità (WHO) 100 milioni di persone – tre ogni secondo – ogni anno  si trovano in una situazione di povertà perché devono pagarsi da soli l’assistenza sanitaria.

E’ in questo contesto che la Copertura Sanitaria Universale (UHC Universal Health Coverage) è diventata una priorità globale. E’ basata sul diritto alla salute, e, per essere efficace, deve essere     sostenuta dai principi di universalità, giustizia e protezione sociale. La UHC, malgrado il suo nome, non si occupa semplicemente di fornire la copertura sanitaria a tutti. Si occupa di garantire che l’intera popolazione, sia ricca che povera, riceva le cure di cui ha bisogno senza dover  sostenere     costi eccessivi. La parola “universale” perciò si riferisce a una politica di integrazione.

La UCH si riferisce anche all’equità: a far sì che l’assistenza  risponda  alle necessità piuttosto che ai mezzi. Assicurarsi che uno dei suoi membri sia assistito, non dovrebbe ridurre la famiglia in povertà. Infine, l’UHC comprende uno scopo qualitativo: fornire l’accesso a una diagnosi affidabile e a cure appropriate e convenienti. L’equità e il fatto che una persona che siano convenienti, devono essere priorità esplicite dall’inizio: è importante non soccombere alla tentazione di affrontare per primi i settori facili da raggiungere.

L’efficacia dell’UHC dipende da molti fattori collegati al modo di governare. Sfortunatamente,      sotto la maschera dell’UHC, molti stati e donatori promuovono schemi di assicurazioni volontari comunitari e privati che in realtà offrono una copertura limitata, sono costosi da gestire ed escludono i più poveri. Tali schemi rischiano di allargare le disuguaglianze favorendo chi è già favorito e ignorando i più poveri e i più emarginati, soprattutto le donne.

Alcune società in via di sviluppo hanno rifiutato questo modello e danno la priorità alla sanità nelle loro spese pubbliche – prese da sole o collegate all’imposta sul reddito – allo scopo di attuare con successo la UHC. Il Ruanda, il Ghana, la Turchia e la Thailandia sono dei validi esempi di questo; soltanto in pochi anni hanno  preparato programmi che garantiscono ampio accesso all’assistenza, minimizzandone allo stesso tempo i costi e in tal modo impedendo ai più poveri di arrivare a una situazione di estrema povertà.

L’UHC non può naturalmente essere una istituzione che va bene per tutti, e gli stati devono elaborare approcci adatti alle proprie condizioni sociali, economiche e politiche. Tuttavia secondo la WHO, si dovrebbe dare la priorità a quattro passi fondamentali: ridurre i pagamenti diretti, massimizzare i pagamenti anticipati obbligatori, rendere mutui i rischi su vasta scala, e usare i finanziamenti pubblici per coprire le spese di coloro che non possono pagare. (1).

In un contesto di crescente disuguaglianza, l’UCH può dimostrarsi un obiettivo unificante. Sebbene i punti di partenza possano variare, tutte le nazioni, ricche o povere, possono adottare misure immediate. L’UCH è uno strumento efficace nella lotta contro la povertà e la disuguaglianza, e rappresenta un progresso concreto verso la realizzazione degli obiettivi delle Nazioni Unite per uno sviluppo sostenibile (SDGs – Sustainable Development Goals). I politici devono ora mostrare la loro disponibilità ad agire, la società civile la prontezza ad unirsi per domandare il cambiamento e i partner nello sviluppo l’impegno a sostenere i cambiamenti. Gli attuali negoziati del Gruppo di Lavoro Aperto per lo Sviluppo Sostenibile formato dall’ONU per gli SDGs, e la prossima struttura     dello sviluppo dopo il 2015, (vedi: Negoziati cruciali alle Nazioni Unite- Crucial Negotiations at the United Nations) forniscono un’occasione per promuovere l’UHC come strumento di sviluppo.

Da: Z Net – Lo spirito della resistenza è vivo

www.znetitaly.org

Fonte: http://www.zcommunications.org/all-about-sustainable-development-by-laurence-tubiana

Originale: Le Monde Diplomatique

Traduzione di Maria Chiara Starace

Traduzione © 2013  ZNET Italy – Licenza Creative Commons  CC  BY – NC-SA  3.0

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1 Commento »

  1. Attilio Cotroneo 10 gennaio 2014 alle 01:10 - Reply

    Per quanto ogni soluzione possa essere utile, dietro le sofferenze e le difficoltà dei popoli c’è sempre un deficit di autodeterminazione che paesi ricchi non fanno mettere in atto a paesi poveri.

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