Il passato e il presente brutale sono un’ altra nazione nell’Australia segreta

Redazione 8 novembre 2013 1
Print Friendly

Il passato e il presente brutale sono un’ altra nazione nell’Australia segreta   Di John Pilger 6 novembre 2013   I corridoi del parlamento australiano sono così  bianchi che si devono strizzare  gli occhi. I suoni sono attutiti l’odore è quello del pavimento lucidato. I pavimenti di legno brillano così virtuosamente che riflettono i ritratti di dei primi ministri e file di dipinti aborigeni appesi su pareti bianche, il loro sangue e le loro lacrime sono invisibili. Il parlamento si trova a Barton, un sobborgo di Canberra che prende il nome dal primo ministro dell’Australia, che, nel 1901, ha formulato ‘la Politica per l’Australia Bianca. “La dottrina dell’uguaglianza dell’uomo,” ha detto Barton, “non è stata mai designata per essere applicata” a chi non era britannico e di pelle bianca. La preoccupazione di Barton erano i Cinesi, noti come il Pericolo Giallo; non ha citato la più vecchia, durevole presenza umana sulla terra: i primi Australiani. Non esistevano. La loro cura sofisticata per una terra dura non era di alcun interesse. La loro resistenza epica non era avvenuta. Riguardo a coloro che avevano combattuto contro gli invasori britannici dell’Australia, nel 1838 il Sydney Monitor scriveva: “Si è deciso di sterminare l’intera razza di neri in quel quartiere.”  Oggi, i sopravvissuti sono un segreto nazionale umiliante. La città di Wilcannia, nel Nuovo Galles del Sud, è due volte illustre. Ha vinto il riconoscimento nazionale di Città Ordinata e la sua popolazione indigena ha uno dei record più bassi di aspettativa di vita. Di solito muoiono verso in 35 anni. Il governo di Cuba gestisce un programma di alfabetizzazione per loro come fanno anche tre le persone più povere dell’Africa. Secondo il rapporto del Credit Suisse sulla ricchezza globale, l’Australia è il paese più ricco della terra. I politici di Canberra sono tra i cittadini più ricchi. Le donazioni che fanno a se stessi sono leggendarie. L’anno scorso, l’allora ministro per gli affari indigeni, Jenny Macklin, ha rimesso a nuovo il suo ufficio al costo, per i contribuenti, di 331.144 dollari australiani. La Macklin di recente ha dichiarato che, nel governo, aveva fatto una “enorme differenza”. Questo è vero. Durante il suo mandato, il numero degli Aborigeni che viveva nei quartieri poveri è aumentato di quasi un terzo, e più della metà del denaro speso negli alloggi per gli indigeni è stato intascato dagli appaltatori  bianchi e da una burocrazia di cui lei era in gran parte responsabile. Una tipica casa fatiscente in una comunità indigena rurale nell’entroterra, deve alloggiare fino a 25 persone. Le famiglie, gli anziani e i disabili aspettano per anni  servizi sanitari che funzionino. Nel 2009, il professor James Anaya, l’apprezzato Relatore dell’ONU per i diritti dei popoli indigeni, ha descritto come razzista uno “stato di emergenza” che spogliava le comunità indigene dei loro tenui diritti con il pretesto che le bande di pedofili erano presenti in numeri “impensabili” – una dichiarazione messa da parte come falsa dalla polizia e dalla Commissione Australiana per i crimini. L’allora portavoce dell’opposizione per gli affari indigeni, Tony Abbott, ha detto ad Anaya: “trovati di meglio da fare” e non “ascoltare soltanto le vittime della vecchia brigata”. Abbott è ora il primo ministro dell’ Australia. Sono andato in macchina nel cuore rosso dell’Australia centrale e ho fatto delle domande a Janelle Trees riguardo alle “vittime della vecchia brigata”. Janelle è una dottoressa, medico generico i cui pazienti indigeni vivono a poche miglia da villaggi turistici da 1.000 dollari a notte per i turisti che vanno ad Uluru (Ayers Rock), e mi ha detto: “C’è l’amianto nelle case degli Aborigeni e quando qualcuno assorbe un filamento di amianto nei polmoni e sviluppa un mesotelioma (una neoplasia), il governo non si preoccupa. Quando i bambini hanno infezioni croniche e finiscono per aggiungersi a queste incredibili statistiche di indigeni che muoiono per malattie renali e suscettibili di entrare a nelle percentuali da record mondiale di malattie cardiache causate da forme reumatiche, nulla viene fatto. Mi chiedo: perché no? La malnutrizione è comune. Volevo dare a una paziente un antinfiammatorio per un’infezione che si sarebbe potuta prevenire se le condizioni di vita fossero state migliori, ma non potevo curarla perché non aveva sufficiente cibo da mangiare e non poteva ingerire le compresse. Delle volte mi sembra di trovarmi a che fare con le stesse condizioni della classe lavoratrice inglese all’inizio della rivoluzione industriale.” A Canberra,  negli uffici ministeriali che espongono ancora altra arte dei primi tempi della nazione, mi è stato detto ripetutamente come erano “orgogliosi” i politici di quello che “abbiamo fatto per gli indigeni australiani”. Quando ho chiesto a Warren Snowdon -il ministro della Sanità indigena nel governo laburista di recente sostituito dalla coalizione di conservatori di Abbott  – perché dopo quasi un quarto di secolo in cui ha rappresentato gli australiani più poveri, i più malati non si era fatto venire in mente una soluzione, mi ha detto: “Che domanda stupida. Che domanda puerile.” Alla fine del Viale Anzac a Canberra si innalza il Monumento Nazionale Australiano ai caduti che lo storico Henry Reynolds chiama “il centro sacro del nazionalismo bianco”. Mi hanno rifiutato il permesso di filmare in questo grandioso posto pubblico. Avevo fatto l’errore di esprimere interesse per le guerre di frontiera in cui gli Australiani di colore avevano combattuto l’invasione britannica senza armi ma con ingegnosità e coraggio – il modello della “tradizione Anzac”.* Tuttavia, in una terra disseminata di cenotafi nessuno di questi commemora ufficialmente coloro che sono caduti opponendosi a “una delle maggiori appropriazioni di terra nella storia del mondo”, ha scritto Reynolds nel suo libro  Forgotten War (La guerra dimenticata) che è una pietra miliare per la storia dell’Australia. Sono stati uccisi più aborigeni australiani che nativi americani della frontiera americana e  Maori in Nuova Zelanda. Lo stato australiano del Queensland era un mattatoio. Un’intera popolazione è diventata prigioniera di guerra nel loro stesso paese, dove i coloni chiedevano la loro estinzione. L’industria del bestiame è prosperata usando gli indigeni praticamente  come schiavi. L’industria mineraria oggi trae profitti  di miliardi di dollari alla settimana sulle terre indigene. Sopprimere queste verità e contemporaneamente venerare il ruolo servile dell’Australia nelle guerre coloniali della Gran Bretagna e degli Stati Uniti, ha quasi lo status di culto oggi a Canberra. Reynolds e i pochi che lo mettono in dubbio sono stati oltraggiati. L’unico primo popolo dell’Australia  sono i suoi Untermenschen (gli uomini inferiori). Quando si entra nel Monumento nazionale ai caduti, volti di indigeni sono dipinti come figure grottesche  di pietra  insieme ai canguri, ai rettili, agli uccelli e ad altra “fauna selvatica locale”. Quando ho cominciato a filmare questa Australia segreta 30 anni fa, c’era in corso una campagna mondiale per porre fine all’apartheid in Sudafrica. Avendo fatto dei servizi dal Sudafrica, sono rimasto colpito dall’analogia della supremazia bianca e dalla condiscendenza e dalla difensiva dei liberali. Tuttavia nessun vituperio nazionale, nessun boicottaggio ha disturbato la superficie dell’Australia “fortunata”. Osservate le guardie del servizio di sicurezza che espellono gli Aborigeni dei centri commerciali di Alice Springs; percorrete in macchina la breve distanza dai barbecue periferici di Cromwell Terrace a Whitegate camp dove le baracche di lamiera non hanno corrente elettrica e acqua sicure. Questa è l’apartheid, o quella che Reynolds chiama: “il bisbiglio nei nostri cuori”.   * ANZAC è l’acronimo con cui è conosciuto l’Australian and New Zealand Army Corps (Corpo di spedizione Australiano e Neozelandese   Il nuovo film di John Pilger, Utopia, verrà distribuito nei cinema il 15 novembre e in Australia verrà trasmesso su ITV in dicembre. Sarà distribuito in Australia in gennaio. (www.johnpilger.com).Per vedere il trailer andate su:http://www.theguardian.com/film/video/2013/oct/22/john-pilger-utopia-watch-trailer-video   Da: Z Net – Lo spirito della resistenza è vivo www.znetitaly.org Fonte: http://www.zcommunications.org/the-brutal-past-and-present-are-another-country-in-secret-australia-by-john-pilger Originale: Johnpilger.com Traduzione di Maria Chiara Starace Traduzione © 2013  ZNET Italy – Licenza Creative Commons  CC  BY – NC-SA  3.0     aborigeni aborigeni

Comments

comments

Powered by Facebook Comments

1 Commento »

  1. Attilio Cotroneo 9 novembre 2013 alle 02:42 - Reply

    Australia, Canada e Inghilterra sono i vassalli più devoti e importanti di Whashington. Propaggine di una mentalità di espansione e appropriazione che un altro partner, forse il più autentico, ha incarnato: Israele. Il quartetto intorno agli USA si è macchiato di crimini dall’ultimo dopoguerra in maniera se non maggiore quanto meno reiterata e attuale rispetto a molti altri paesi. Il nuovo mondo australiano è un esempio un deportazioni, genocidi, razzismo e sfruttamento di risorse. L’isolamento agevola una cultura dozzinale e pericolosa.

Lascia un commento »

*

Follow

Get every new post delivered to your Inbox

Join other followers: