Posizione ufficiale della Casa Bianca sull’uso delle armi chimiche in Siria

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Ufficio stampa della Casa Bianca – 30 agosto 2013

[N.d.T. – Considerata l’importanza del documento, (che é commentato qui: http://znetitaly.altervista.org/art/12258)  la traduzione è stata condotta a un livello quanto più possibile letterale]

La Casa Bianca

Ufficio del Segretario alla Stampa – 30 agosto 2013

 

Valutazione del governo [USA] dell’uso circa l’uso delle armi chimiche da parte del governo siriano il 21 agosto 2013

Il Governo degli Stati Uniti stima con elevata sicurezza che il governo siriano abbia attuato un attacco con armi chimiche nei sobborghi di Damasco il 21 agosto del 2013. Stimiamo inoltre che il regime abbia usato un agente nervino nell’attacco. Queste valutazioni di tutte le nostre fonti sono basate su informazioni umane, provenienti da comunicazioni e da rilevazioni geospaziali e da un corpo significativo di notizie di fonte pubblica. Le nostre valutazioni classificate sono state condivise con il Congresso USA e con partner internazionali chiave. Per proteggere fonti e metodi non possiamo diffondere pubblicamente tutte le informazioni disponibili, ma quella che segue è una sintesi non classificata dell’analisi della Comunità dei Servizi d’Informazione statunitensi a proposito di ciò che ha avuto luogo.

Uso di armi chimiche da parte del governo siriano il 21 agosto

Un vasto corpo di fonti indipendenti indica che il 21 agosto ha avuto luogo un attacco con armi chimiche nei sobborghi di Damasco. In aggiunta a informazioni dei servizi segreti statunitensi ci sono resoconti di personale medico siriano e internazionale; video; resoconti di testimoni; migliaia di notizie da media sociali provenienti da almeno dodici località diverse dell’area di Damasco; resoconti giornalistici e rapporti da organizzazioni non governative altamente credibili.

Una stima preliminare del governo statunitense ha stabilito che nell’attacco con armi chimiche sono state uccise 1.429 persone, tra cui almeno 426 bambini, anche se questa stima certamente sarà modificata con l’ottenimento di altre informazioni.

Stimiamo con elevata sicurezza che il governo siriano abbia condotto l’attacco con armi chimiche contro elementi dell’opposizione nei sobborghi di Damasco il 21 agosto. Stimiamo che uno scenario in cui sia stata l’opposizione a eseguire l’attacco il 21 agosto sia altamente improbabile. Il corpo di informazioni utilizzato per operare queste stime comprende informazioni relative ai preparativi del regime per l’attacco e ai suoi mezzi di attuazione, flussi multipli di informazioni sull’attacco stesso e sui suoi effetti, nostre osservazioni successive all’attacco e le differenze tra il potenziale del regime e quello dell’opposizione. La nostra stima di elevata sicurezza è la posizione più forte che la Comunità dei Servizi d’Informazione statunitense può assumere in attesa di conferma. Continueremo a cercare informazioni aggiuntive per colmare i vuoti della nostra comprensione di ciò che ha avuto luogo.

Contesto

Il governo siriano mantiene una scorta di numerosi agenti chimici, compresi gas mostarda, sarin e gas nervino [VX] e dispone di migliaia di munizioni che possono essere utilizzati per lanciare agenti chimici bellici.

Il presidente siriano Bahar al-Assad è il decisore finale del programma di armi chimiche e i membri del programma sono vagliati attentamente per garantire sicurezza e lealtà. Il Centro Studi e Ricerche Scientifiche siriano (SSRC) – che è subordinato al Ministero della Difesa siriano – gestisce il programma delle armi chimiche della Siria.

Stimiamo con elevata sicurezza che il regime siriano abbia usato molte volte nell’anno passato armi chimiche su scala limitata contro l’opposizione, anche nei sobborghi di Damasco. Questa stima è basata su molteplici flussi di informazioni comprese informazioni circa ufficiali siriani che hanno pianificato ed attuato gli attacchi con armi chimiche e analisi di laboratorio di campioni fisiologici ottenuti da diverse persone, che hanno rivelato esposizione al sarin. Stimiamo che l’opposizione non abbia usato armi chimiche.

Il regime siriano dispone dei tipi di munizioni che stimiamo siano state utilizzate per condurre l’attacco del 21 agosto e dispone della capacità di attaccare simultaneamente in più località. Non abbiamo costatato indicazioni che l’opposizione abbia condotto un attacco su larga scala, coordinato, di razzi e artiglieria del tipo che ha avuto luogo il 21 agosto.

Stimiamo che il regime siriano abbia utilizzato armi chimiche nel corso dell’ultimo anno principalmente per avere la meglio o uscire da uno stallo in aree dove ha combattuto per conquistare e detenere territori strategicamente preziosi. Al riguardo noi continuiamo a giudicare che il regime siriano consideri le armi chimiche uno dei molti strumenti del suo arsenale, tra cui missili balistici e aviazione, che usa indiscriminatamente contro l’opposizione.

Il regime siriano ha iniziato un tentativo di aver ragione delle forze di opposizione nei sobborghi di Damasco che utilizzavano l’area come base per inscenare attacchi contro obiettivi del regime nella capitale. Il regime non è riuscito a liberare dozzine di quartieri della capitale dagli elementi dell’opposizione, compresi quartieri presi di mira il 21 agosto, nonostante avesse impiegato tutti i propri sistemi di armi convenzionali. Stimiamo che la frustrazione del regime per tale incapacità di assicurarsi vaste zone di Damasco possa aver contribuito alla sua decisione di usare armi chimiche il 21 agosto.

Preparativi

Abbiamo informazioni che ci portano a stimare che il personale siriano delle armi chimiche – tra cui personale stimato essere associato al SSRC – stesse preparando munizioni chimiche prima dell’attacco. Nei tre giorni precedenti l’attacco abbiamo raccolto flussi di informazioni umane, da sistemi di comunicazione e da rilevazioni geospaziali che rivelano attività del regime che stimiamo associate ai preparativi per un attacco con armi chimiche.

Il personale delle armi chimiche siriane operava nel sobborgo di Adra a Damasco da domenica 18 agosto al primo mattino di mercoledì 21 agosto nelle vicinanze di un’area che il regime usa per miscelare armi chimiche, compreso il sarin. Il 21 agosto un elemento del regime siriano si preparava per un attacco con armi chimiche nell’area di Damasco, compresa l’utilizzazione di maschere antigas. Le nostre fonti di informazioni nell’area di Damasco non hanno rilevato indicazioni nei giorni precedenti l’attacco che affiliati dell’opposizione stessero pianificando di usare armi chimiche.  

L’attacco

Molteplici flussi di informazioni indicano che il regime ha attuato un attacco con razzi e artiglieria contro i sobborghi di Damasco nelle prime ore del 21 agosto. Rilevamenti satellitari corroborano l’idea che gli attacchi da un’area controllata dal regime abbiano colpito quartieri dove si sarebbero verificati gli attacchi con armi chimiche, tra cui Kafr Batna, Jawbar, ‘Ayn Tarma, Darayya,  e Mu’addamiyah. Ciò include il rilevamento di lanci di razzi dal territorio controllato dal regime nel prime ore del mattino, circa novanta minuti prima che la prima notizia di un attacco chimico apparisse sui media sociali. Anche l’assenza di attività di volo o di lanci di missili ci induce a concludere che il regime abbia usato razzi nell’attacco.

Notizie di media sociali locali relative a un attacco chimico nei sobborghi di Damasco sono iniziate al due e trenta del mattino, ora locale, del 21 agosto. Nel giro delle successive quattro ore ci sono state migliaia di notizie sui media sociali riguardo a questo attacco da almeno dodici località diverse dell’area di Damasco. Resoconti multipli hanno descritto razzi carichi di sostanze chimiche caduti sulle aree controllate dall’opposizione.

Tre ospedali dell’area di Damasco hanno ricevuto approssimativamente 3.600 pazienti che mostravano sintomi coerenti con esposizione a un agente nervino in meno di tre ore del mattino del 21 agosto, secondo un’organizzazione umanitaria internazionale altamente credibile. I sintomi riferiti e lo schema epidemiologico degli eventi – caratterizzato dal massiccio afflusso di pazienti in un periodo di tempo breve, dalla provenienza dei pazienti e dalla contaminazione di personale medico e di primo soccorso – sono stati coerenti con una massiccia esposizione a un agente nervino. Abbiamo anche avuto notizie da personale medico siriano e internazionale sul campo.

Abbiamo identificato cento video attribuiti all’attacco, molti dei quali mostrano un gran numero di corpi che mostrano segni fisici coerenti con, ma non esclusivi di, un’esposizione a un agente nervino. I sintomi riferiti dalle vittime hanno compreso perdita di sensi, schiuma dal naso e dalla bocca, pupille ristrette, tachicardia e difficoltà di respirazione. Molti dei video mostrano quelle che appaiono essere numerose vittime senza ferite visibili, il che è coerente con morta da armi chimiche e non coerente con morte di armi leggere, proiettili ad alto esplosivo o agenti vescicanti. Nei video pubblicamente disponibili sono mostrate almeno dodici località e un campione di tali video ha confermato che alcuni sono stati girati negli orari e nelle località generali descritte nelle riprese.

Stimiamo che l’opposizione siriana non abbia la capacità di inventare tutti i video,  i sintomi fisici verificati da personale medico e di ONG e altre informazioni associate a questo attacco chimico.

Abbiamo un corpo di informazioni, tra cui le pratiche siriane del passato, che inducono a concludere che dirigenti del regime fossero consapevoli dell’attacco del 21 agosto e lo abbiano diretto. Abbiamo intercettato comunicazioni in cui era coinvolto un alto dirigente con intima familiarità con l’offensiva che confermava che armi chimiche erano utilizzate dal regime il 21 agosto e che era preoccupato che gli ispettori dell’ONU ne ottenessero prova. Nel pomeriggio del 21 agosto abbiamo informazioni che il personale siriano delle armi chimiche ha avuto ordini di cessare le operazioni. Contemporaneamente il regime ha intensificato lo sbarramento d’artiglieria diretto contro i quartieri in cui si erano verificati gli attacchi chimici. Nelle 24 ore successive all’attacco abbiamo rilevato indicazioni di fuoco d’artiglieria e di razzi con un’intensità circa quattro volte superiore a quella dei dieci giorni precedenti. Abbiamo continuato a vedere indicazioni di bombardamenti sostenuti nei quartieri sino alla mattina del 26 agosto.

Per concludere, esiste un considerevole corpo di informazioni che implica la responsabilità del governo siriano nell’attacco con armi chimiche che ha avuto luogo il 21 agosto. Come indicato, ci sono altre informazioni che rimangono classificate per preoccupazioni in ordine alle fonti e ai metodi e che sono fornite al Congresso e ai partner internazionali.

Da Z Net – Lo spirito della resistenza è vivo

www.znetitaly.org

Fonte: http://www.whitehouse.gov/the-press-office/2013/08/30/government-assessment-syrian-government-s-use-chemical-weapons-august-21

Traduzione di Giuseppe Volpe

Traduzione © 2013 ZNET Italy – Licenza Creative Commons CC BY-NC-SA 3.0

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Un commento su “Posizione ufficiale della Casa Bianca sull’uso delle armi chimiche in Siria

  1. Attilio Cotroneo il said:

    È comprensibile che vengano tutelate le fonti di informazione ma tutto il documento esprime una potenzialità basata su considerazioni di superiorità tattica del regime, senza conferme da parte delle numerose agenzie di intelligence statunitensi. Si parla di elevato livello di sicurezza senza conferme e si porta come prova una verosimile frustrazione e dichiarazioni su effetti indubitabili degli agenti chimici che non chiariscono la responsabilità di una parte o dell’altra nell’azione criminale di guerra. Mi sembra evidente che, una volta chiarito che il popolo siriano ha dovere di liberarsi del proprio tiranno e che deve farlo solo, l’unica via sia un accordo con Russia e Iran perché sia bloccato il flusso bilaterale di armamenti e sia inaugurata una apertura di negoziati tra Assad e le diverse componenti anti-regime.

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