Nella bancarotta di Detroit sono i poveri a rimetterci

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City Of Detroit Teeters On Bankruptcy As State Audits Its Finances

di Sarah Lazare – 20 luglio 2013

Aggiornamento:

La giudice distrettuale della Contea di Ingham Rosemarie Aquilina ha deciso venerdì che la denuncia di fallimento di Detroit è “incostituzionale” e deve essere ritirata.

La sentenza è arrivata dopo che gli avvocati che rappresentavano i fondi pensione dell’amministrazione cittadina aveva ottenuto un’udienza d’emergenza per bloccare la denuncia di fallimento.

L’Avvocato Generale del Michigan, Bill Schuette, ha dichiarato che lo stato ora chiederà un’udienza presso la Corte d’Appello del Michigan.

Antecedenti:

La denuncia di fallimento della città presentata giovedì dall’amministratore straordinario di Detroit ha suscitato paure che il comune impoverito sia destinato ad accelerare altre misure di privatizzazione che devasteranno ulteriormente i poveri della città.

Nel più vasto caso di fallimento ex articolo 9 [prevede la cessione di patrimonio a soddisfazione parziale o totale dei creditori – n.d.t.] della storia statunitense, la mossa consentirà alla citta di decimare indennità e pensioni dei lavoratori e dei pensionati dell’amministrazione cittadina – i creditori ‘non garantiti’ della città – sventrando i servizi pubblici e distraendo fondi pubblici per rimborsare le grandi banche detentrici del debito cittadino.

I sindacati denunciano che l’amministratore straordinario Kevyn Orr – con il sostegno del governatore del Michigan Rick Snyder – si è affrettato a dichiarare fallimento per sovvertire il processo democratico ed evitare la prescrizione costituzionale del Michigan che impone alle amministrazioni cittadine di onorare gli impegni riguardanti i contratti previdenziali con i pensionati. Il presidente della Federazione Statunitense dei Dipendenti Statali, di Contea e Comunali, Lee Saunders, ha affermato in una dichiarazione rilasciata immediatamente dopo la decisione:

“Il piano del governatore Snyder di sospendere la democrazia, di mandare in bancarotta una delle più grandi città degli Stati Uniti e di privare i lavoratori della loro sudata pensione è arrivato vicino a diventare realtà oggi quando, senza un solo negoziato con i sindacati, i lavoratori o i pensionati, Snyder ha autorizzato l’amministratore finanziario di Detroit a presentare richiesta di fallimento.”

Orr – nominato dal governatore Rick Snyder lo scorso marzo – è già stato vituperato per aver promosso un’appropriazione statale dell’amministrazione cittadina guidata dai Repubblicani e per aver spinto un programma delle imprese di privatizzazione che devasta ulteriormente i poveri di Detroit e emargina la maggioranza degli elettori afroamericani della città.

Il New Yorker riferisce che gli elettori del Michigan hanno segnalato la loro disapprovazione della richiesta di fallimento di Detroit:

“Lo scorso novembre gli elettori del Michigan, temendo la possibilità che Snyder costringesse Detroit al fallimento, hanno votato un referendum per revocare la legge che gli ha dato il potere di nominare un amministratore straordinario quale Orr. Snyder ha successivamente utilizzato una sessione in decadenza del parlamento dello stato, controllato dai Repubblicani, per far passare una nuova legge che gli attribuiva poteri analoghi a quelli della legge che gli elettori avevano fatto decadere.”

L’amministratore non eletto, che è un ex avvocato dell’industria specializzato in diritto fallimentare, ha esercitato i suoi poteri quasi assoluti “d’emergenza” sin dall’assunzione della carica per promuovere piani per tagliar fuori i quartieri poveri da servizi essenziali e per privatizzare i trasporti, l’illuminazione stradale e persino la raccolta dei rifiuti in tutta la città. Nulla si è salvato dal suo piano di privatizzazione rapida: ha persino preso in considerazione la vendita del rinomato museo d’arte della città.  

Quasi il 60% dei bambini di Detroit vive in povertà e il 33% dei terreni è inutilizzato in una città in cui più dell’80% dei residenti è costituito da neri. Metà delle luci stradali non funziona e la maggioranza dei parchi pubblici è chiusa.

Da Z Net – Lo spirito della resistenza è vivo

www.znetitaly.org

Fonte: http://www.zcommunications.org/in-detroit-bankruptcy-its-the-poor-who-lose-by-sarah-lazare

Originale: Common Dreams

Traduzione di Giuseppe VolpeTraduzione © 2013 ZNET Italy – Licenza Creative Commons CC BY-NC-SA 3.0

 

 

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One thought on “Nella bancarotta di Detroit sono i poveri a rimetterci

  1. Attilio Cotroneo il said:

    “Non c’è alternativa” è il loro motto, scriveva Berger.