di Fidel Castro – 19 marzo 2013
Il leader della Rivoluzione Cubana, Fidel Castro, ha descritto lo scomparso presidente venezuelano Hugo Chàvez come il miglior amico che il popolo cubano abbia mai avuto nella sua storia. Prensa Latina pubblica la lettera completa di Fidel Castro.
Abbiamo perso il nostro miglior amico.
Il miglior amico che il popolo cubano abbiamo mai avuto nella propria storia è morto il pomeriggio del 5 marzo. Una chiamata via satellite ha comunicato l’amara notizia. Il significato dell’espressione utilizzata era inequivocabile.
Anche se eravamo consapevoli dello stato critico della sua salute, la notizia ci ha colpito duramente. Ho ricordato le volte in cui scherzava con me affermando che quando entrambi avessimo concluso il nostro compito rivoluzionario mi avrebbe invitato a una passeggiata lungo il fiume Arauca, in territorio venezuelano, che gli faceva ricordare l’occasione di riposare che non aveva mai avuto.
Abbiamo avuto l’onore di condividere con il leader bolivarista le stesse idee di giustizia sociale e di sostegno agli sfruttati. I poveri sono poveri in ogni parte del mondo.
“Lasciate che la patria venezuelana mi dia modo di servirla: in me essa ha un figlio”, proclamò l’eroe nazionale Josè Martì, il leader della nostra indipendenza, un viaggiatore che, senza ripulirsi dalla polvere del viaggio, chiese dove si trovasse la statua di Bolivar. Martì conosceva la bestia perché aveva vissuto nelle sue viscere. E’ possibile ignorare la parole profonde che egli scrisse in una lettera incompleta al suo amico Manuel Mercato il giorno prima di morire in battaglia?
“ … sono quotidianamente in pericolo di dare la mia vita per il mio paese e per il mio dovere – poiché comprendo quel dovere e ho intenzione di adempierlo – il dovere di evitare che gli Stati Uniti si allarghino nelle Antille mentre Cuba conquista la sua indipendenza e di invadere, con quella forza aggiuntiva, le nostre terre in America. Tutto ciò che ho fatto sinora, e che farò, è a questo fine. Ho dovuto lavorare in silenzio e in qualche modo indirettamente perché ci sono certe cose che, al fine di ottenerle, devono restare celate …”
All’epoca erano trascorsi 66 anni da quanto il Liberatore Simòn Bolivar aveva scritto: “… gli Stati Uniti sembrano destinati dal fato ad affliggere le America con la miseria nel nome della libertà.”
Il 23 gennaio 1959, ventidue giorni dopo il trionfo della rivoluzione cubana, ho visitato il Venezuela per ringraziare il suo popolo e il suo governo, che aveva assunto il potere dopo la dittatura di Pérez Jiménez, per l’invio di 150 fucili alla fine del 1958. In quell’occasione dissi:
“… il Venezuela è la patria del Liberatore, dove è stata concepita l’idea dell’unione dei popoli dell’America. Perciò il Venezuela deve essere il paese alla guida dell’unione dei popoli d’America; da cubani noi appoggiamo i nostri fratelli e le nostre sorelle del Venezuela.”
“Ho parlato di queste idee non perché mosso da un qualsiasi genere di ambizione personale, o persino dall’ambizione della gloria, perché, alla fin fine, l’ambizione della gloria resta una vanità e, come disse Martì: “Tutta la gloria del mondo sta in un chicco di grano.”
“E così, venendo qui a parlare in questo modo al popolo del Venezuela, lo faccio pensando onorevolmente e profondamente che se vogliamo salvare l’America, se vogliamo salvare la libertà di tutti nelle nostre società che, alla fine, sono parte di una sola grande società, che è la società dell’America Latina, se vogliamo salvare la rivoluzione cubana, la rivoluzione venezuelana e la rivoluzione in tutti i paesi del nostro continente, dobbiamo avvicinarci di più tra di noi e dobbiamo sostenerci solidamente a vicenda, perché soli e divisi cadremo.”
Questo è ciò che dissi allora e oggi, cinquantaquattro anni dopo, lo sottoscrivo.
Devo solo includere in quella lista le altre nazione del mondo che, per più di mezzo secolo, sono state vittime dello sfruttamento e del saccheggio. Quella è stata la lotta di Hugo Chàvez.
Nemmeno lui stesso sapeva che grande uomo era.
Hasta la victoria siempre, indimenticabile amico!
Fidel Castro Ruz
Da Z Net – Lo spirito della resistenza è vivo
www.znetitaly.org
Originale: Venezuelanalysis.com
traduzione di Giuseppe Volpe
Traduzione © 2013 ZNET Italy – Licenza Creative Commons CC BY-NC-SA 3.0
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I popoli dell’America Latina hanno avuto la sfortuna di essere prossimi a un impero consacrato alla sopraffazione e all’abuso di popoli liberi, determinato a dare benessere ai propri cittadini stuprando la libertà di altri. I popoli sudamericani devono prendere coscienza di ciò e unire le loro diversità, non cercare capi ma guide che portino al mondo la loro voce di riscatto e trasformare la loro sofferenza e povertà in un grande ideale rivoluzionario permanente che renda evidente la possibilità di un modo nuovo di concepire il mondo.